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Video modeling e Autismo

Una strategia riabilitativa per l’apprendimento

In questo articolo troverai informazioni sulle strategie di apprendimento per imitazione delle persone con Disturbi del Neurosviluppo e sulla tecnica riabilitativa del video modeling applicata all’Autismo, per aiutarti a comprendere le potenzialità della tecnologia a supporto delle persone con disabilità, delle famiglie e dei professionisti. 

Le origini dell’apprendimento: l’imitazione

Fin dai primissimi anni dell’infanzia, il bambino osserva e ascolta con grande attenzione tutto ciò che accade nel mondo circostante.
Gli adulti, in particolare, rappresentano per lui la fonte di una grande varietà di stimoli.


Nella quotidianità, infatti, le persone svolgono un’enorme quantità di azioni.
Da un semplice movimento delle labbra, quasi impercettibile, al camminare o correre.

E il bambino cosa fa?
Tramite l’osservazione e l’ascolto, raccoglie dall’esterno tutte queste informazioni utilizzandole come modello.

Cosa vuol dire?
Che il bambino imita l’adulto per costruire nuove abilità e competenze, integrando le informazioni esterne con quelle propriocettive.

I neuroni specchio: la risorsa più preziosa per l’apprendimento

Da un punto di vista neurofisiologico, c’è una specifica classe di neuroni che sono responsabili di questo processo: i neuroni specchio.
Sono stati scoperti verso l’inizio degli anni ‘90, da un team di ricerca dell’Università di Padova guidato dal prof. Giacomo Rizzolatti.
Queste cellule nervose sono presenti nell’area F5 della corteccia premotoria e si attivano sia quando si compie un’azione, sia quando la si osserva.

Lo psicologo Albert Bandura, professore presso l’Università di Stanford, definisce questo tipo di apprendimento per imitazione sociale (Social Cognitive Theory).

Per quale motivo?
Il contesto sociale di un bambino ha una doppia funzione; da un lato funge da modello e dall’altro fornisce un importante feedback alle varie azioni comunicative e motorie messe in atto dal bambino stesso.
Grazie a tutto questo, tali azioni diventano sempre più finalizzate e consapevoli.

Ma cosa accade nelle persone con Autismo?

Vediamolo insieme.

Le difficoltà di apprendimento nell’Autismo

Nelle persone con Disturbi del Neurosviluppo sono spesso presenti deficit senso-percettivicognitivi e prasso-motori.
Tali deficit possono provocare difficoltà nell’utilizzo delle strategie di apprendimento di cui abbiamo appena parlato.

In particolare, nei Disturbi dello Spettro Autistico, una carenza delle risorse attentive provoca una difficoltà a mantenere il focus su un determinato target perché è soggetto ad eccessive stimolazioni verbali ed uditive.

Tutto questo, insieme alle difficoltà di generalizzazione, ai disturbi percettivi e al frequente evitamento dell’interazione faccia a faccia con l’adulto, provoca una notevole difficoltà di apprendimento di comportamenti efficaci, abilità e autonomie che si ripercuote sui vari livelli di partecipazione alla vita quotidiana.

Nel bambino autistico, infatti, sono presenti diverse aree notevolmente deficitarie:

  • il gioco;
  • le abilità sociali e comunicative;
  • la comprensione delle emozioni;
  • le abilità scolastiche;
  • le abilità di vita quotidiana;
  • la gestione dei comportamenti problema. 

Tali aree provocano, dunque, un ulteriore isolamento del bambino nei diversi contesti di vita.

Per aiutare le persone con Disturbi dello Spettro Autistico a compensare queste difficoltà, esistono numerose tecniche e metodologie applicate nella pratica clinica e riabilitativa.

Una di queste è il Video modeling.

Conosciamolo insieme.

Video modeling e Autismo: una strategia efficace per l’apprendimento

Il Video modeling, già presente nei primi anni ‘90, è una strategia riabilitativa e didattica di auto-apprendimento per imitazione.
Grazie ad una maggiore disponibilità di ausili high-tech, si sta diffondendo sempre di più, soprattutto all’estero.

Ma di cosa si tratta nello specifico?
Il Video modeling si basa sulla visione ripetuta di brevi filmati che descrivono i comportamenti adeguati nei diversi ambienti e situazioni.

Facciamo degli esempi.

Uscire da scuola, fare la spesa.
Oppure azioni da svolgere correttamente finalizzate ad uno scopo particolare, come allacciarsi le scarpe o lavarsi le mani.

Come è possibile realizzare tutto questo con il Video modeling?

Scopriamolo insieme.

Video modeling e Autismo: la metodologia di lavoro

I video possono essere realizzati in diverse modalità, a seconda della prospettiva utilizzata e dal soggetto che fa da modello:

  • un video in prima persona, definiti anche Point of View (POV) in cui si riprendono le mani del soggetto-modello mentre svolge una determinata azione;
  • un video in terza persona nei quali si riprende da una prospettiva esterna il soggetto-modello. Il soggetto può essere lo stesso bambino (video self-modelig), un suo pari o un adulto.

Considerato che il bambino tende a imitare con più frequenza ed efficacia soggetti più simili per caratteristiche ed età a loro stessi, è preferibile realizzare video con un suo pari o video self-modeling.

Gli studi scientifici sul Video modeling e Autismo

Nonostante le persone con autismo manifestino grandi difficoltà nell’apprendimento per imitazione diretta, le evidenze scientifiche ci mostrano che l’utilizzo di strategie di Video modeling sono efficaci.

In particolare si è riscontrata l’efficacia soprattutto:

  • nell’apprendimento di schemi e comportamenti nel gioco sociale;
  • nell’acquisizione delle autonomie;
  • nel miglioramento della comunicazione con gli altri;
  • nell’apprendimento delle regole conversazionali;
  • nella gestione dei comportamenti-problema.

I vantaggi nell’uso del Video modeling 

Arrivati a questo punto è lecito chiedersi: perchè i video sono efficaci mentre l’osservazione diretta non lo è?
Perchè il video modeling funziona con i bambini con autismo?

I motivi sono diversi. 
Vediamoli insieme.

Pensare per immagini

Temple Grandin, professoressa della Colorado State University affetta dalla Sindrome di Asperger, racconta nei suoi libri come lei e molte persone affette da Disturbi dello Spettro Autistico, “pensino in immagini”.

Pensare per immagini è anche il titolo di un suo libro. 

I filmati, infatti, per quanto rappresentino una realtà, sono pur sempre una rappresentazione, un’immagine all’interno di una cornice che non ci permette di guardare oltre quello che viene ripreso.

Coinvolgimento maggiore

Le persone sono coinvolte maggiormente se guardano video che mostrano se stesse come protagonisti o qualche pari.

Attenzione focalizzata

Il video aiuta a focalizzare l’attenzione sul compito da svolgere, soprattutto nei video POV, eliminando tutte le variabili contestuali che possono causare distrazioni.
Le riprese, infatti, in particolare quelle finalizzate all’acquisizione di una particolare autonomia, dovrebbero essere realizzate in un contesto il più neutro possibile e con uno sfondo libero da possibili distrattori. 

Ripetizione delle sequenze

I filmati, spesso realizzati in sequenze e montati successivamente, possono essere visualizzati più volte senza mai mutare nel tempo
Si può anche scegliere di rivedere le singole sequenze che compongono un’azione finché un dato compito non viene appreso. 
Facciamo un esempio. 
Un bambino che deve imparare ad allacciarsi le scarpe potrebbe rivedere il primo nodo semplice tutte le volte che vuole prima di passare a vedere come si fa l’occhiello.

Meno stimoli e stress

Con i video non c’è il contatto oculare o l’interazione reale tra la persona e il modello, che sono spesso fonte di stress nei bambini con lo spettro autistico.

Il Video modeling in Italia

Perché in Italia il Video modeling è poco diffuso nonostante le evidenze ci dimostrino l’efficacia?

Le motivazioni sono tante e imperscrutabili.

Sicuramente una delle principali è il tempo necessario alla realizzazione del video, mai sufficiente né per le famiglie né per i terapisti.
Per realizzare un video di 2-3 minuti, infatti, ci vuole sicuramente molto più tempo e questo può non sembrare economico

Nonostante quasi tutti ormai abbiamo un dispositivo in tasca che ci permette di realizzare delle riprese, le azioni da svolgere sono varie:

  1. bisogna essere almeno in due;
  2. trovare una persona che svolga l’azione;
  3. spesso non è mai “buona la prima” e si è obbligati a fare tante riprese;
  4. il materiale girato deve essere trasferito su un computer e montato;
  5. bisogna avere anche un minimo di competenza nel montaggio.

Una volta realizzato il video, dobbiamo avere il tempo di farlo vedere più volte al giorno alla persona perché l’efficacia non è istantanea. 
Tutto questo richiede, dunque, notevoli risorse di tempo, competenze e pazienza

Partendo da queste considerazioni, abbiamo voluto realizzare con l’app Maestro una semplificazione di tutte queste operazioni, per migliorare la qualità di vita ed il supporto alla riabilitazione delle persone con Disturbi del Neurosviluppo.

Con pochi semplici click dal proprio smartphone o tablet, è possibile realizzare filmati utili al Video modelingmontati all’istante e visionabili più volte, con la possibilità di condivisione istantanea tra famiglia, terapisti ed insegnanti

Prova il Video modeling scaricando gratuitamente l’app Maestro!

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Fonti: 

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